La terapia olistica per mamme e bambini, tutto quello che sono quasi sicura di aver imparato.

BENE.

Ecco una versione umile di me stessa nelle vesti di una pediatra/chimica/dottoressa/massaggiatrice (mah),

preparatevi a immergervi nel roboante e disordinato mondo della. medicina olistica insieme a me, che penso di averne capito qualcosa, in realtà’ temo di aver solo mescolato qualche sostanza semiprofumata che non si lava dalle mani, e avergli attribuito proprieta’ miracolose.

Comunque sia, datemi due euro di fiducia e leggete qui di seguito le mie brevi memorie sull’uso degli oli essenziali nei bambini e nelle mamme

(e perché no, anche nelle nonne, chi piu’ ne ha più’ ne metta).

Qualche giorno fa, una mamma chiacchierando del suo lavoro in questo campo, mi ha introdotto e raccontato cio’ che lei riesce a fare con questi preziosi liquidi profumati, io la  ascoltavo rapita come se mi trovassi di fronte al mago OTHELMA, o a una vetrina di Primark nel primo giorno di saldi, con il negozio completamente vuoto, non perché non conoscessi questo tipo di terapia, ma perché ero ignara di tutte le modalità’ in cui essa può’ essere sviluppata, fino a ricoprire momenti della nostra vita quotidiana che mai avrei immaginato.

Il tuo bambino e’ agitato come un tranquillissimo Diavolo della Tasmania?

TAC, ECCO LA LAVANDA!

Il tuo bambino non digerisce bene la parmigiana di melanzane che gli hai preparato con tanto amore, con la ricetta di ZIA MARIUCCIA che prevede la provola affumicata al posto della mozzarella?

TAC, PRONTI CON LA CAMOMILLA!

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Benissimo, sento che la soglia di attenzione e’ alta, ma prima di ogni altra cosa va sottolineato e ricordato, che :

“Stiamo trattando liquidi volatili, limpidi e raramente colorati, solubili nei lipidi e nei solventi organici, con densità generalmente inferiore a quella dell’acqua.
Possono essere ricavati da tutti gli organi della pianta (germogli, fiori, foglie, steli, rametti, semi, frutti, radici, legno o corteccia) .

Gli oli essenziali sono sostanze molto attive, e come tali vanno trattati con rispetto e vanno conosciuti bene per poterli usare al meglio.  Nel caso dell’applicazione di oli essenziali nei  bambini queste normali norme di cautela sono ancora più importanti, perché i bambini (come anziani, donne in gravidanza e allattamento, soggetti con problemi epatici e altre condizioni croniche) sono soggetti verso i quali è necessario prestare particolare attenzione perché possono non essere in grado gestire gli oli essenziali  come un soggetto classico.”

La concentrazione dentro ogni singola goccia di un normalissimo olio essenziale, equivale a circa 10-15 bicchieri della stessa sostanza in condizioni differenti, si tratta quindi di un potere fortissimo sprigionato da essi, e vanno trattati, per quanto materia naturale, con estrema cautela.

Di seguito leggiamo insieme i 4 oli essenziali più’ adatti e sicuri per i bambini:

-LAVANDA

-MANDARINO

-CAMOMILLA

-MIRTO

Queste sostanze vanno sempre utilizzate diluite (con normalissimi oli di mandorle dolci o di Jojoba)  quando si parla di terapia su bambini, che potranno quindi godere dei loro benefici tramite il tatto (saremo noi mamme a massaggiare l’olio sul loro corpicino rotoloso, bello e unto come un tacchino il giorno del Ringraziamento) e l’olfatto, con il profumo che si sprigionerà’ dal nostro massaggio o attraverso l’uso dell’aromaterapia, con l’aiuto di un diffusore per ambienti.

-La Lavanda ha proprietà’ rilassanti e anti infiammatorie, anche sulla pelle per uso topico (punture di zanzara, scottature da sole).

-Il Mandarino ha proprietà’ calmanti, fluidificanti e toniche.

-La Camomilla ha un uso antispasmodico e antinevralgico.

-Il Mirto ha un potere anti infiammatorio per le vie respiratorie piu’ potente di quello della lavanda, in più’ e’ anche a antispasmodico.

Per le irritazioni da pannolino, con questo gran caldo, puoi provare a sciogliere 4 gocce di olio essenziale di Lavanda in 250 ml di acqua tiepida, immergervi un panno, strizzarlo bene e applicarlo sulla zona arrossata per qualche minuto.

Per aiutare le vie respiratorie infiammate, puoi inserire nel diffusore per ambienti acqua distillata insieme a 2 gocce di Lavanda e due di Mirto, aiutera’ tantissimo la respirazione del tuo piccolo.

Per le frequenti quanto fastidiose colichette gassose (ci siamo passate tutte ahimè) la soluzione migliore e’ un massaggio: mescola olio di Jojoba e olio di Mandorla, con 5 gocce di olio di Camomilla, e massaggia bene bene il pancino dolorante del tuo piccolo e i suoi piedini, vedrai che ti aiuterà’ molto.

Se la dentizione ha reso tuo figlio simpatico come un cucciolo di Satana, prova questo trucchetto : con un Cotton fioc massaggia direttamente sul dente o sulla gengiva infiammata una goccia di Camomilla, ed esternamente massaggia la mandibola con olio di lavanda mescolato alla mandorla dolce.

 

Bene, dopo questa serie di paroloni e ricette serie serissime, mi tolgo camice e stetoscopio e torno a fare la cretina come tutti gli altri giorni, contente?!

Nel frattempo pero’ se sceglierete di vivere pericolosamente e di seguire uno dei miei suggerimenti qui sopra, e per caso il miracolo avviene, fatemelo sapere, vorrebbe dire che per una volta nella mia vita ho scritto qualcosa di buono e consigliato qualcosa di utile, il che sarebbe un vero traguardo per la sottoscritta!

With Love

Amydori

 

 

OGM, Ogni Maledetta Mattina.

BIP BIP, 7.00 RITARDA

BIP BIP 7.15 RITARDA

BIP BIP 7.30 SPEGNIMENTO

OK, OK, MI ALZO, NIENTE PANICO.

OSSIGNOREMIO E CHI E’ QUELLA NELLO SPECCHIO? E I CAPELLI? CHE DISASTRO TI PARE CHE IERI SERA ERANO PERFETTI E STAMATTINA SONO ORRIBILI, COME AL SOLITO L’UNICA VOLTA CHE VENGONO BENE E’ QUANDO LI PETTINI PRIMA DI ANDARE A DORMIRE, ROBA DA DORMIRE IN PIEDI COME I CAVALLI PER STARE TRANQUILLA CHE NON SI ROVININO.

Questo di solito, anche nelle migliori case delle migliori città, è il primo pensiero che ogni donna ha quando a stento si alza dal letto e va in bagno, dove incontra il primo degli innumerevoli specchi nei quali si controllerà per TUTTO il giorno, e nel 90% dei casi ci sarà sempre qualcosa che non andrà bene,

SEMPRE.

Il problema vero lo sappiamo qual è,

si chiama INSTAGRAM

Si, siamo continuamente bombardate da queste foto ( finte ovviamente, per chi non lo sapesse sono costruite a regola d’arte compresa la giusta piega del lenzuolo) dove vediamo cosce perfette senza un filo di cellulite, magari anche un po’ abbronzate, ovviamente non con l’abbronzatura tamarra della reclame delle caramelle anni ’80 della TABU’, ma giusto quel colorito dorato da weekend in barca a Montecarlo.

Ovviamente le suddette cosce non possono non albergare dentro  meravigliose lenzuola di seta bianca, di quelle che si macchiano solo a PENSARE di sedertici sopra, ed accanto un magico vassoio di legno chiaro stile norvegese pieno di OGNIBENDIDDIO tipo pancake, frutti di bosco, yogurt e spremute varie (io solo a guardarle metto su 2 kg minimo, ma poi soprattutto dove la trovi la forza e IL TEMPO di prepararle tutte ste cose, che io solo a versare il latte nei cereali mi sento Wonder Woman).

Ecco queste sono le mattinate tipo su Instagram di qualche maledetta che ha deciso che la sua vita deve essere migliore della nostra, solo perchè si sveglia tra la seta e i pancake ai frutti di bosco invece di avere la depilazione in ricrescita, i pantaloni larghi e sformati di un pigiama comprato da Primark con discutibili stampe di Spongebob e l’aria non di chi ha passato un weekend francese in barca, ma di un ritmo incessante di PREPARA-LA-CENA-PULISCI-LA-TAVOLA-LAVA-I-PIATTI-E-PREPARA-TRA-LE-URLA-LE-BAMBINE-PER-DORMIRE.

 Far alzare le bambine dal letto la mattina, non avviene tirando su le serrande mentre intono una celestiale melodia ripresa dalla nona sinfonia di Beethoven, accarezzando i loro boccoli dorati tra i sorrisi e gli abbracci, bensi’ rappresentando in pieno un misto di lotta greco-romana di TIRALE SU MENTRE LORO SI AGGRAPPANO AI BORDI DEL LETTO PER NON SCENDERE, e un concerto heavy metal degli anni ’90, e neanche di quelli ben fatti.

Dopo una veloce vestizione (grazie al cielo esistono le divise, le prime alleate di una mamma in crisi di outfit, con figlie femmine che vogliono già esprimere i loro bisogni stilistici, anche se ciò comprende sfoggiare il completo all’asilo mentre ci si attaccano sopra un misto di caccole e tempera, o nel migliore dei casi e’ coperto addirittura dal grembiule) si passa a una strigliata veloce piu’ che una pettinata di capelli, tra le urla di ribellione di Bianca che odia farsi pettinare, nella ferma convizione che lo stile prestistorico NONSONEANCHECOSASIAUNPETTINE sia di moda.

La velocissima colazione, se non viene consumata in macchina tra le curve stile gymkhana, consiste non in splendidi pancakes con frutti vari dallo splendido aspetto, ma in un biberon caldo di latte con biscotti sbriciolati dentro bevuto IMBUTO STYLE per Bianca, e una tazza di the con biscotti dalla dubbia provenienza per Mia.

I miei capelli mentre guido, non hanno lucide onde morbide come le foto di ispirazione di cui sopra, ma vanno per i cavoli loro con l’aria di averla voluta inglobare la spazzola per non ridartela più, a meno che tu non voglia tagliare tutta la chioma rimanendo più o meno come la cara Bitney Spears del 2007, quella calva e con l’ombrello in mano pronta a sfidare qualsiasi paparazzo.

Ma già durante la prima pipi’ del risveglio, come ogni mattina, sapevo che il problema da porsi diventava sempre più incessante, ma più che affrontarlo avrei preferito scavarmi la fossa nel letto e tornare a dormire VITANATURALDURANTE:

CHE MI METTO STAMATTINA?

EH GIA’, perchè dopo la sveglia, prima della lotta greco-romana con le mie figlie, la strigliatura e la pseudo-colazione, il problema non è tanto scegliere il completo giusto da indossare, quanto invece realizzare che l’outfit ( termine molto tecnico) che nella nostra testa funzionava DA DIO in realtà fa CAGARE.

CA-GA-RE.

Si, perchè quella innocua salopette di jeans che sul manichino era cosi adorabile, invece di farci sembrare una moderna Jenny from the block con un NONSOCCCHE’ di parigino, in realtà ci rappresenta più o meno come il caro e vecchio MARTUFELLO IN GRANDE SPOLVERO.

Ma Perchè non imparo mai?

Perchè ancora non capisco che quando mi compro gli abiti  LI DEVO PROVARE ?

Il problema è che piuttosto che fare quella interminabile fila ai camerini di prova sotto quei neon che esaltano OGNI DIFETTO che ho, se non addirittura inventarsene di nuovi, venderei mia madre, PUNTO.

QUINDI VIA, si ribalta l’intero armadio alla ricerca disperata di look originali, noncurante del fatto che il risultato risulta essere sempre più improbabile prova dopo prova, fino a che la scelta di indossare il nostro paio di jeans del cuore, quelli che non buttiamo da 10 anni, vecchi e scoloriti ma che ci calzano a pennello, sembra la migliore decisione che riusciamo a prendere,

il nostro porto sicuro

la nostra ancora di salvezza.

NEL FRATTEMPO L’OROLOGIO SEGNA LE 7.45 QUINDI E’ MEGLIO NON PENSARCI PIU’ E PREPARARSI PSICOLOGICAMENTE ALLA BATTAGLIA GIORNALIERA DEL RISVEGLIO/VESTIZIONE DI MINORI.

Ma già dopo due minuti dopo avere indossato quei jeans cosi comodi e familiari , nella nostra testa risuona la solita incessante frase:

CHE PALLE SONO VESTITA SEMPRE UGUALE NON HO PROPRIO NULLA DA METTERMI, QUASI QUASI OGGI VADO A FARE SHOPPING MAGARI TROVO QUALCOSA.

SENZA PROVARE NULLA, OVVIO.

MIAAAA VIENI QUI E’ TARDI, BIANCA FORZAAAA DEVI ALZARTI!

WITH LOVE

Amydori.

IL NOSTRO PRIMO APPUNTAMENTO

Scrivere il primo articolo di un blog crea più ansia di una qualsiasi performance, come presentarsi a un colloquio di lavoro e dover rispondere alla fatidica domanda:

LEI COME DESCRIVE SE’ STESSA?

Ecco se devo essere sincera, a me la richiesta di descrivere ciò che sono mette più a disagio di una doccia fredda alle 6 di mattina, semplicemente perchè la prima risposta che mi viene in mente è CHE NE SO.

Esatto, CHE NE SO.

Sono un miscuglio di idee, sensazioni e ricordi, di pigrizia e iper attività, insomma, una contraddizione che cammina.

SONO UNA DONNA.

Perche essere donne, si sa, e’ il lavoro più difficile del mondo, ci alziamo la mattina e il mondo ci pretende già alla perfezione, profumate e truccate, con gli ultimi trend del momento (che ovviamente ignoriamo) indosso, e vestite di tutto punto proprio con quei pantaloni cosi adorabili, che ovviamente proprio questa mattina hanno deciso, come un mistero al pari dell’apparizione della Madonna di Fatima, di rimanere incastrati all’altezza delle cosce.

Ed ecco infatti la prima sfida della giornata:

CHE MI METTO OGGI?

Non divaghiamo sull’argomento, ne parleremo in un articolo appropriato, parlavamo di chi sono.

In poche parole sono Benedetta, una giovane mamma di due splendide bambine, Mia di 6 anni e mezzo, praticamente una isterica ma adorabile adolescente in erba che già mi odia e vuole farsi un tatuaggio, e Bianca, di 3 anni appena compiuti, splendido esempio della fusione di Winnie the Pooh e Jack Nicholson all’apice della sua follia.

Oltre ad essere mamma, sono anche una ragazza con i capelli rosa naturali, che ha molto da dire e appassionata del mondo che la circonda, un mondo che si muove sempre più veloce e al quale è difficile stare dietro.

La moda, i viaggi, il make up, l’arte moderna e il fai da te sono solo poche delle cose che mi appassionano, sono una poliedrica artista che vive in una dimensione rosa tutta sua, ma che soprattutto ama osservare il mondo e anche criticarlo quando serve ( e fidatevi, serve sempre.)

Fermamente schierata  e portavoce dell’empowerment femminile, mi muovo come un giaguaro sovrappeso al grido di GIRL POWER (da brava figlia degli anni 90 sono cresciuta con il mito delle Spice Girls, per poi realizzare anni dopo che erano delle adorabili tamarre) sostengo le donne e analizzo il loro universo con ironia e sincerità.

Una volta lavoravo nella moda, quando potevo permettermi turni lavorativi di 10-12 ore senza ricevere cento telefonate di un marito in preda a una crisi di ansia perche non trova il ciuccio, e di rimanere in ufficio fino a tardi evitando l’infarto galoppante di mia mamma mentre le bambine sono arrampicate sui lampadari, oppure ancora di partire da un giorno all’altro per viaggi di ricerca senza alcun preavviso (simpatici i miei ex capi, hanno sempre avuto un gran rispetto dei dipendenti e delle loro vite private).

Da una parte sembra parecchio invitante come stile di vita, giri il mondo, indossi i capi firmati delle tue case di moda preferite, conosci giornalisti e stilisti emergenti, ma a un certo punto ho sentito un gran vuoto dentro.

Credo si chiamasse “bisogno impellente di una famiglia e di una certa stabilità” in termini medici, o comunque così l’ho chiamata io, ed ecco in un battibaleno arrivare il primo grande amore della mia vita, la dolce MIA, la bambina piu’ bella che io abbia mai visto, con grandi occhi verdi e labbra rosse a cuore, un nasino all’insu’ (di cui ignoro il collegamento genetico) e dei bellissimi capelli biondi.

Eccolo lì il mio bisogno colmato, straripavo d’amore, ma dopo qualche anno sentivo che non era abbastanza, e quindi via, cotta e partorita, arriva BIANCA, un uragano di dolcezza e sorrisi sdentati, con la piu’ grande forza d’animo che io abbia mai visto, una leader nata (Hillary Clinton, scansate proprio).

Nel tempo ho imparato a ridisegnare un nuovo lavoro cucendolo sulle mie nuove abitudini giornaliere, niente piu’ nottate inoltrate a disegnare cappotti e impostare MOODBOARD, ma con una nuova amica e socia di vita Valeria abbiamo trovato la chiave di volta per trasformare le necessita’ di una nuova vita genitoriale in un vero e proprio lavoro, tornando in tempo per prendere i bimbi da scuola, accompagnarli alle varie attivita’ extrascolastiche e fare anche la spesa.

Partendo dai bisogni di una mamma che lavora, diverse notti insonni, litigi e lacrime sparse, alcune bronchiti e influenze intestinali dopo, abbiamo creato quella che tutte ormai conoscete come FESTA IN SCATOLA, un allestimento da party planner personalizzato, chiuso in una scatola e spedito a casa della cliente, in poche parole UN SOGNO CHE SI AVVERA.

BENE, ora che sapete qualcosina di me (vi avevo avvisate che questa era solo la punta dell’iceberg) constringerò me stessa a sbloccare l’atavica insicurezza sulla scrittura della sottoscritta e butterò i sentimenti negativi oltre l’ostacolo, scrivendo tutto ciò che sento e che penso possa interessarvi, condividendo esperienze e consigli.

PER COMMENTI AMOREVOLI, INSULTI O QUALSIASI COSA VOI SENTIATE IL BISOGNO DI COMUNICARMI, QUESTA PAGINA E’ SEMPRE APERTA.

FORZA ALLORA, PRONTI VIA E SI PARTE

WITH LOVE

Amydori